Mutui Tasso Variabile

Quello a tasso variabile è una forma di mutuo che offre al richiedente la possibilità di avere un tasso iniziale più basso rispetto a quello che pagherebbe nel caso del mutuo a tasso fisso. Il motivo è legato al fatto che il tasso della rata viene calcolato in base a determinati indici di mercato, alcuni dei quali sono variabili nel tempo.

I tassi in gioco nel caso del mutuo a tasso variabile, sono fondamentalmente due: L’Euribor e lo Spread.
Il secondo, lo spread, (comune anche nei mutui a tasso fisso) è il tasso d’interesse applicato dalla banca (oscillante tra l’1% ed il 3%) a scopo di guadagno, e rimane fisso per tutta la durata del mutuo.

Il primo (l’Euribor), invece, varia in funzione di determinati parametri di mercato variabili, a loro volta, nel tempo. Per questo motivo alla sottoscrizione di un mutuo vengono definiti dei periodi di ricalcolo dei tassi applicati. La rata infatti, può essere ricalcolata ogni 2-3-5-6 mesi, e così via.

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In tali casi, non avendo modo di prevedere quando e se possano avvenire significative oscillazioni dei parametri di mercato, si potrebbe pensare che possa essere consigliabile valutare (ove possibile) tempi di ricalcolo lunghi. Secondo il ragionamento che, partendo con una rata più bassa, essa rimanga inalterata per più tempo.

E’ altresì vero, però, che al ricalcolo, qualora esso avvenisse in un’istante critico del mercato, e generasse una rata ben più alta, prima del nuovo ricalcolo, in caso di periodo lungo, ci troveremmo a pagare per tutto il tempo una rata alta su parametri calcolati magari ogni 6 mesi.

Ad influenzare ulteriormente questa variazione sono i tassi di ingresso e quelli a regime. Quest’ultimo è, per l’appunto, la rata calcolata con la somma dei tassi Euribor e Spread, mentre il tasso d’ingresso, quando presente , può presentare oltre al vantaggio di un tasso Euribor calcolato al momento, anche un’ulteriore riduzione dei costi, a scopo promozionale.

Dunque a tali tassi d’ingresso e di regime è opportuno porre attenzione, così da evitare “brutte sorprese” in corso di pagamento. La soluzione ideale è data dalla valutazione di più fattori: tasso a regime, tasso d’ingresso, durata del mutuo e periodi di ricalcolo. Da non escludere,comunque e sempre, è la consulenza di un esperto del settore.